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LA POLITICA HA ABBANDONATO L’AGRICOLTURA. GLI IMPRENDITORI COME RISPONDERANNO A FEBBRAIO?

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LA POLITICA HA ABBANDONATO L’AGRICOLTURA. GLI IMPRENDITORI COME RISPONDERANNO A FEBBRAIO?

di Andrea Prato*

Svimez certifica che la classe politica non ha a cuore le sorti dell’agricoltura. 

 

Nel mese “dei morti” lo Svimez rilascia il suo ultimo report e certifica il crollo dell’agricoltura in Sardegna, un comparto che rischia di morire annegato in mezzo metro d’acqua, solo perche viene vissuto come un fastidio, anziché come opportunità di crescita per l’economia e l’occupazione dell’isola. Le centinaia di migliaia di ettari incolti sono il tesoro nascosto che deve essere riscoperto per produrre ricchezza ben distribuita tra le classi meno abbienti, trasformando migliaia di persone che soffrono e chiedono, in trascinatori della ripresa economica.

Persi oltre 4 mila posti di lavoro.

 

L’utilizzazione dei terreni incolti e la realizzazione di filiere che integrino quella dell’ovino da latte sono l’arma più potente della Sardegna per generare tanti posti di lavoro nel settore primario, della trasformazione e del terziario, oltreché uno strunento per accrescere l’immagine della Sardegna come destinazione turistica esclusiva per la bontà dei suoi prodotti. Invece, avviene che nel 2017 l’intero comparto ha perso oltre 4 mila posti di lavoro, inviando segnali negativi ai tanti giovani che potrebbero avvicinarsi a questo mondo.

La disoccupazione giovanile cala in Sardegna ma perché in agricoltura la gente scappa?

 

I giovani disoccupati sono calati del 10% in un anno a dimostrtazione che vi siano segnali che potrebbero essere utilizzati anche in agricoltura ma il comparto che ha più bisogno di forza lavoro resta fuori da questa risalita. La colpa risiede in tre fattori:

Un’inefficace visione della classe politica che non coglie il grande potenziale occupazionale dell’agricoltura, vissuta come elemento “naif” dell’economia e mai preso in seria considerazione dai guru del bilancio regionale;

2 Un’nefficente azione da parte della burocrazia troppo presa dalla propria area “comfort” per incidere e ridurre I tempi di erogazione dei contributi europei, necessari per competere con I paesi in via di sviluppo che in economia globalizzata producono a costi insostenibili per il nostro Paese;

3 Una debolezza dell’intero comparto eccessivamente frazionato ma anche mal difeso da chi agisce più a tutela della propria busta paga che dell’interesse collettivo del mondo agricolo

Serve una seria riforma agraria assente da 50 anni.

 

Bisogna ripensare a dare qualità di vita a chi decide di vivere nei paesi in via di spopolamento, incentivando nuovi insediamenti attraverso incentivi finanziari a chi apre un’attività, defiscalizzazioni decennali alle imprese che resistono e investimenti pubblici per garantire strade percorribili, illumniazione da Paese civile, digitalizzazione, connessioni adeguato e quant’altro possa riportare in paese chi avrebbe voglia di tornarci ma non lo fa per non restare isolato dal resto del mondo. I nostri paesi svantaggiati devono diventare “smart village” e la politica agricola europea deve sostenere maggiormente il “familing”, ovvero chi realmente vive e lavora all’interno della famiglia dell’imprenditore agricolo, a scapito delle rendite di posizione che non generano posti di lavoro e circolazione di ricchezza.

*Andrea Prato
Cosenza 6 dicembre 1964

Ruolo: dirigente d’impresa agroalimentare
Posta elettronica: prato64@icloud.com
Telefono: 360.1082677
Ufficio: 079.237489
Titolo di studio: laurea in legge con tesi
sperimentale in diritto internazionale
dell’ambiente.

I Numeri del report Svimez 2017

  • Residenti 1.648.000
  • Pil 31.804 miliardi di euro
  • Disoccupati 15/24 anni 46,8%
  • Disoccupati effettivi totali 23,5%
  • Disoccupati cronici 9,1%
  • Reddito pro capite 19.267
  • Importazioni 6.772 miliardi
  • Esportazioni 5.380 miliardi di cui oltre il 90% in prodotti petroliferi

I risultati in agricoltura

  • 4 mila posti di lavoro in meno
  • crollo del valore del latte ovino
  • crollo del prezzo dei formaggi sardi
  • stato di calamità per siccità impagata
  • stato di calamità per alluvioni impagata
  • ritardi di un anno nel pagamento delle misure del primo pilastro della PAC
  • ritardi di quasi due anni nel pagamento di gran parte delle misure del secondo asse del PSR