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La Cina ha riaperto le porte al Gorgonzola

LA CINA HA RIAPERTO LE PORTE AL GORGONZOLA E AI FORMAGGI ERBORINATI ITALIANI.

LA CINA HA RIAPERTO LE PORTE AL GORGONZOLA E AI FORMAGGI ERBORINATI ITALIANI.

di Andrea Prato*

Una crisi evitata. 

Secondo quanto annunciato da Assolatte (Associazione italiana lattiero casearia), il Governo della Repubblica Popolare Cinese ha deciso di riprendere l’importazione dei formaggi italiani erborinati che era stata temporaneamente sospesa. Assolatte ha precisato che «l’Ambasciata italiana di Pechino ci ha appena comunicato che si potranno riavviare le esportazioni di gorgonzola e degli altri formaggi erborinati in Cina».

Le ragioni del provvedimento.

Il provvedimento di interruzione delle importazioni di questo tipo di formaggi europei, adottato dalla Repubblica Popolare Cinese, era stato annunciato lo scorso mese di settembre dal Vice direttore del Dipartimento per i Rapporti con l’Unione Europea Wu Jing-Chun, del Ministero del Commercio di Pechino. Durante un incontro con la stampa all’Ambasciata italiana della capitale cinese, il Vice direttore aveva garantito che la misura non celava alcun “problema politico” tra Cina ed Europa, in quanto si trattava unicamente di una questione relativa all’applicazione dei regolamenti interni alle procedure dell’import nella RPC. La situazione si è sbloccata dopo settimane di controlli da parte delle autorità cinesi, che hanno infine comunicato la rimozione del blocco. Tale decisione, ha osservato Assolatte, è da ritenere molto opportuna per l’export italiano, considerato che la Repubblica Popolare Cinese rappresenta un mercato assai promettente per i prodotti del nostro Paese.

L’intervento del Ministero della Sanità cinese.

Lo sblocco della situazione è stato reso possibile dall’intervento del Ministero della Sanità cinese, che ha confermato come i formaggi italiani, pur superando i limiti previsti dalla normativa della RPC nell’impiego di fermenti e lieviti, rappresentano prodotti sicuri, tali da poter essere commercializzati in Cina con assoluta tranquillità. «Si tratta di un risultato – ha commentato Assolatte – che arriva al termine di un intenso lavoro da noi sollecitato attivamente che ha coinvolto i Ministeri interessati e il Direttore Generale del Ministero della Salute nella sua recente visita in Cina». Per Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, tuttavia «risolto il problema contingente, resta immutata l’esigenza a più lungo termine di collaborare con la Aqsiq (l’amministrazione che si occupa di ispezioni e quarantena) per far aggiornare l’attuale normativa sui prodotti caseari, evitando così il possibile ripetersi di nuovi blocchi alle nostre esportazioni».

La collaborazione franco-italiana.

Nel frattempo, le ambasciate francese e italiana a Pechino hanno intrapreso un’attività di collaborazione finalizzata ad un incontro tecnico con le autorità della RPC allo scopo di illustrare alle controparti cinesi i criteri di sicurezza che l’industria casearia italiana garantisce nella produzione di formaggi erborinati. «Il mercato cinese si sta facendo sempre più interessante per le nostre imprese; – ha concluso Ambrosi – dai dati Assolatte si rileva che tra 2015 e 2016 le vendite di formaggi italiani sono aumentate del 42%, arrivando a 2.650 tonnellate». Nei primi 7 mesi del 2017 è stato registrato un ulteriore balzo in avanti (+32%) rispetto al corrispondente periodo nel 2016.

*Andrea Prato
Cosenza 6 dicembre 1964

Ruolo: dirigente d’impresa agroalimentare
Posta elettronica: prato64@icloud.com
Telefono: 360.1082677
Ufficio: 079.237489
Titolo di studio: laurea in legge con tesi
sperimentale in diritto internazionale
dell’ambiente.

I Numeri

Export formaggi italiani 2017 (analisi Coldiretti)

  • + 7% in quantità del consumo di formaggio italiano all’estero nel 2017 rispetto al 2016

 

  • Maggior successo registrato in Francia dove le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano negli ultimi 10 anni sono praticamente raddoppiate (+94%)

 

  • Francia primo Paese importatore di formaggi italiani con il 23% del totale esportato

 

  • Al secondo posto la Germania con il 14% seguita da Gran Bretagna (10%), USA (9%), Spagna (5%) e Giappone (2%), mentre l’export nella RPC è ancora solo al 1%

 

  • In Olanda cresce il favore per il formaggio pecorino con un aumento del 77% rispetto al 2016

 

  • I formaggi Made in Italy più esportati – sottolinea la Coldiretti – sono purtroppo anche quelli più contraffatti nel mondo, dove le imitazioni del Parmigiano reggiano e del Grana Padano (dal parmesão brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan, canadese, australiano e statunitense) hanno superato addirittura i prodotti originali

Export formaggi italiani primi due mesi 2018 (analisi Coldiretti)

  • + 8% di quantità esportata di formaggi rispetto al 2017

 

  • Circa il 20% delle esportazioni complessive è approdato sul mercato francese

 

  • Il secondo mercato di sbocco è ancora rappresentato dalla Germania, dove l’export è cresciuto del 9%, davanti alla Gran Bretagna dove nel 2018 si è verificato un aumento del 10% delle spedizioni, e agli Stati Uniti d’America, anche qui in aumento (+7%). I prodotti caseari italiani crescono anche in Paesi produttori tradizionali come l’Olanda (+19%) e la Svizzera (+10%)

 

  • In cima alla lista dei formaggi italiani più richiesti all’estero figurano il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano che in quantità rappresentano il 22% del totale esportato e guidano la lista dei 51 formaggi italiani che hanno ottenuto il riconoscimento dell’Unione Europea come denominazione di origine (Dop/Igp)