LA BANCA DEL FORMAGGIO SALVERÀ I PASTORI DALL’INCAPACITÀ DELLA POLITICA.

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LA BANCA DEL FORMAGGIO SALVERÀ I PASTORI DALL’INCAPACITÀ DELLA POLITICA.

di Andrea Prato*

 

La Situazione. 

 

Il prezzo del latte ovino in Sardegna è molto al di sotto del suo reale valore, in quanto le quotazioni internazionali dei formaggi duri DOP a livello internazionale permetterebbero di vendere il suo principale derivato, il Pecorino Romano DOP, ad una cifra pari o superiore a 7 euro/kg. Il costo di produzione del latte ovino alla stalla è superiore ad 1 euro/litro e per conseguire il suddetto valore occorre vendere il Pecorino Romano DOP e gli altri derivati ad un prezzo di 8 euro/kg. La situazione è grave a causa di una crisi internazionale nel mercato dei formaggi prodotti nelle annate 2017 e 2018 che ha creato una forte emorragia di liquidità nelle tesorerie delle industrie private e cooperative di trasformazione, al punto che il prezzo del latte ad oggi è al di sotto del suo reale valore di mercato.

 

Le soluzioni proposte ad oggi.

 

Le soluzioni poste in campo dalla giunta regionale sono tardive e inefficaci, tali che il malcontento ed il giudizio negativo sul suo operato sono unanimi da parte di tutti gli attori della filiera, giacché più di un’azienda è al tracollo. Recentemente l’assessore Caria, al quale si riconosce un impegno forte ma del tutto inefficace in quanto supportato maldestramente da pessimi consiglieri, ha redatto una bozza definita come “Patto di filiera lattiero-casearia ovina per la campagna 2019” licenziata in data 3/1/19, prot. 25/2019. Il documento in oggetto, minaccioso se non addirittura ricattatorio, oltre non risolvere il problema deve essere considerato inattuabile per limiti dettati dal buon senso e dalle stesse normative statali e comunitarie; infatti, qualora non sia sottoscritto nell’attuale formulazione, prevederebbe un esplicita minaccia di richiedere agli istituti di credito di non concedere prestiti alle imprese in disaccordo o più semplicemente impossibilitate ad onorarlo, determinando la messa in stato di crisi che, per disciplina comunitaria, decreterebbe una morte certa di aziende storiche della Sardegna.

 

Serve una Banca del Formaggio.

 

Per contrastare le crisi cicliche del prezzo del latte ovino la Regione Sarda ha già strumenti efficaci, quali la L.R. 15/2010, che hanno dimostrato di essere efficienti in situazioni di altre crisi anche più gravi dell’attuale; occorre pertanto che la suddetta legge sia applicata secondo il suo disegno originario che prevedeva l’istituzione di una stanza di compensazione che di fatto avrebbe dato vita alla Banca del Formaggio, un attore capace di remunerare i soci e di stabilizzare il prezzo del formaggio nei momenti difficili, derivanti da crisi internazionali di comparto. Per portare il prezzo del latte ad un valore accettabile, stabilizzandolo in alto per un lungo periodo, occorre rifinanziare urgentemente la suddetta L.R.15/2010, soprattutto con riferimento agli artt. 5 e 7 al fine di: I) capitalizzare le imprese di trasformazione e quelle del primario con misure in de minimis; II) finanziare pegni rotativi ed altre misure a sostegno del prezzo di latte e derivati con capitale e non solo a debito; III) contribuire con fondi regionali alla trasformazione in latte in polvere per sostenere il prezzo del latte alle imprese agricole che ne facciano richiesta attraverso misure in de minimis.

*Andrea Prato
Cosenza 6 dicembre 1964

Ruolo: dirigente d’impresa agroalimentare
Posta elettronica: prato64@icloud.com
Telefono: 360.1082677
Ufficio: 079.237489
Titolo di studio: laurea in legge con tesi
sperimentale in diritto internazionale
dell’ambiente.

L.R. 15/2010 del 17 novembre 2010

Art. 5
Miglioramento dell’offerta produttiva

  • La Giunta regionale, al fine di favorire i processi aggregativi, predispone un programma di interventi a favore delle imprese finalizzato a migliorare ed innovare i processi manageriali e favorire la costruzione di un piano coordinato di offerta delle produzioni. A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 annui per il biennio 2010/2011, per incentivi da erogare nella forma degli aiuti di importanza minore secondo il regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore («de minimis») e la Comunicazione della Commissione europea – Quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica (GUCE 2009/C 16/01).

Art. 7
Diversificazione produttiva

  • 1. La Regione, al fine di ridurre le quantità di latte di pecora destinato alla produzione di pecorino romano DOP, eroga ai produttori che destinano almeno 20.000 litri di latte di pecora alla produzione di formaggi diversi o alla trasformazione dello stesso in polvere di latte, un premio massimo di euro 4.000.
    2. La Giunta regionale, con deliberazione, definisce le condizioni di erogazione del premio nel rispetto di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 1535/2007.
    3. La spesa relativa è determinata in euro 4.000.000 annui per il biennio 2011/2012.