IMPORTANZA DELLA BIODIVERSITÀ DELLE API PER L’EQUILIBRIO E LA RIGENERAZIONE DELL’ AMBIENTE.

IMPORTANZA DELLA BIODIVERSITÀ DELLE API PER L’EQUILIBRIO E LA RIGENERAZIONE DELL’ AMBIENTE.

di Andrea Prato*

 

Le api: non solo produttrici di miele. 

 

L’ape (Apis mellifera) è l’insetto noto a tutti per la produzione del miele, alimento prezioso ed assai apprezzato fin dall’antichità. Molti conoscono anche la sua funzione importantissima nel favorire il processo di impollinazione dei vegetali in misura maggiore rispetto all’azione del vento che talora non riesce a raggiungere il fiore delle piante. Meno noto è il fatto che con la loro azione le api svolgono una funzione essenziale ai fini della tutela della biodiversità, intesa come la coesistenza in un determinato ecosistema di molteplici specie sia animali che vegetali nel quale si crea un equilibrio attraverso le loro reciproche relazioni. Recenti studi hanno accertato che l’ape, oltre a contribuire all’impollinazione dello 80% delle piante superiori a fiore, sia di quelle coltivate (circa 200 specie in tutto il mondo) sia di quelle spontanee (oltre 350.000), svolge una funzione fondamentale che riguarda la tutela della salvaguardia e del ripristino della vegetazione anche in quelle aree del mondo dove gli ambienti sono molto deteriorati con il possibile serio pericolo del verificarsi di calamità naturali quali alluvioni, frane, erosione e desertificazione.

 

 

Il mantenimento della biodiversità. 

 

L’importanza fondamentale del mantenimento della biodiversità sta nel fatto che l’ambiente deve essere costantemente in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e di poter limitare l’insorgere e il diffondersi di malattie e parassiti; per conseguire ciò, l’ambiente richiede necessariamente di essere popolato da piante geneticamente diverse. Tale diversità sopravvive in larga misura per merito dell’opera degli insetti impollinatori quali l’ape, i quali durante la loro ricerca di nettare dei fiori trasportano il polline da una pianta all’altra; in questo modo determinano un continuo rimescolamento dei geni delle piante che può renderle più resistenti alla siccità, all’infestazione di parassiti ed alle malattie. È stato calcolato che nella sola Europa un 84% delle 264 specie coltivate necessita dell’impollinazione degli insetti e che ben 4000 differenti specie vegetali continuano a prosperare e a riprodursi proprio attraverso l’azione delle api.

 

Apicoltura, un’attività antica quasi quanto l’uomo.

 

L’uomo ha praticato l’apicoltura fin dai tempi più antichi, come ha dimostrato il ritrovamento di recipienti contenenti miele (non certo freschissimo, eppure ancora puro!) nel corso di scavi archeologici compiuti in Egitto. L’apicoltura rimane tuttora un’attività economica incentrata sulla produzione di miele e cera, che ha ancora un’importanza per nulla trascurabile nelle aree rurali, assicurando alle comunità colà presenti la capacità di produrre reddito e presidiare il territorio. Attualmente le api si acquistano in “nuclei” o “sciami” da apicoltori professionisti che, accanto alla produzione del miele, favoriscono la nascita di nuove famiglie di api. Aziende specializzate forniscono l’idonea attrezzatura per coloro che vogliano intraprendere l’apicoltura, un’attività non priva di rischi (e non solo economici!), ma indubbiamente affascinante.

 

*Andrea Prato

Ruolo: consulente di direzione
Posta elettronica: prato64@icloud.com
Telefono: 360.1082677
Ufficio: 079.237489
Titolo di studio: laurea in legge con specializzazione SDA Bocconi in marketing, direzione aziendale, vendite, statistiche, internazionale delle PMI.

I Numeri: 

Produzione italiana di miele in forte calo nel 2019

 

  • Il 2019, in base ai dati dell’Osservatorio Nazionale del Miele, è stato il peggiore degli ultimi dieci anni. A influire negativamente è stato l’andamento climatico anomalo, particolarmente in primavera con il freddo intenso e le piogge prolungate che hanno pressoché azzerato in numerosi casi le principali produzioni stagionali. Il miele di acacia è stata la varietà maggiormente colpita nel Centro Nord, specie in Piemonte, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Meno danneggiata la produzione di miele di agrumi con la Puglia che è stata la Regione più colpita (5 chilogrammi ad alveare; un po’ meglio la Sardegna con 12 chilogrammi ad alveare. Al miele di castagno ha nuociuto l’intenso calore di giugno che in alcune zone ha crompromeso le fioriture. La produzione di miele di tiglio è stata sotto la media sperata in tutte le Regioni del Nord e Centro Italia.

Varietà di miele in Sardegna.

Tra le principali varietà di miele sardo vanno ricordati:

  • Miele di macchia mediterranea
  • Miele di corbezzolo
  • Miele di asfodelo
  • Miele di cardo
  • Miele di eucalipto
  • Miele di cisto
  • Miele di agrumi
  • Miele di castagno
  • Miele di acacia