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Editoriale di Andrea Prato

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UNA CRISI EVITABILE.

di Andrea Prato*

La crisi che torna.

Nel 2015 si è giunti ai 9 euro/kg, grazie al contenimento delle
produzioni, prima con misure volontarie attuate nel 2010 e dopo, per l’effetto involontario
della blue tongue che falcidiò i greggi. Riparte la produzione incontrollata (+44%)
e crolla il sogno dei Pastori che videro per poco tempo una remunerazione adeguata al
loro sacrificio. Si poteva evitare questo sfregio alla classe imprenditoriale più preziosa e
fragile della Sardegna? Si. Perché il pecorino romano non ha un mercato illimitato. La
sua dimensione naturale è di 240 mila quintali, sia che lo si venda a 8 euro, sia che si
scenda a 5. In altri termini, non ha alcun senso produrre un kilo in più di romano perché
il suo incremento determina crollo incontrollato del prezzo per eccesso di ribasso.

I problemi di oggi e di ieri.

I problemi contingenti sono due: l’esubero di pecorino
romano che ammonta a 100 mila quintali e la destinazione del nuovo latte in arrivo
nei caseifici che non sanno né cosa né quanto produrre.

Contesto internazionale.

Il contesto internazionale è favorevole, infatti, a differenza
delle crisi 2005/2009, il prezzo del latte vaccino è alto, dunque, può risalire il valore,
ma entro il volume di 240 mila quintali.

Il nuovo regolatore.

Serve un nuovo regolatore che stabilisca come gestire l’esubero
di latte. Se c’è un errore da non ripetere è quello di superare la soglia di 300 mila
quintali di prodotto tradizionale trasformato (tra DOP e altri), pari a 240 milioni di litri
di latte sui 280 totali. Il problema è tutto qui: limitare a 180 mila quintali il romano e
destinare ad altro uso I 40 milioni di litri di latte in esubero. Suggerisco di percorrere
queste quattro strade:

1) latte in polvere ad un valore medio di mercato pari al 60% dei formaggi classici; – 2)
semi lavorati per clienti differenti da quelli acquirenti il romano ad un valore di 4/5
euro, pari al 60% dei formaggi classici; – 3) inserire nel mercato interno un formaggio da
grattugia, alternativo al grana padano con un valore medio di mercato pari all’80% dei
formaggi classici; – 4) latte crudo da cedere all’estero al valore di mercato interno.
Per quanto riguarda, invece, i 100 mila quintali di romano in esubero, le industrie con il
sostegno delle agenzie in house e dei consorzi fidi, diano vita alla stanza di compensazione
(di cui eravamo tutti d’accordo nel 2010) affinché venga attivato lo stoccaggio volontario
che riduca la pressione delle vendite sul mercato e dia liquidità immediata a
chi ne ha bisogno, fino a quando il prezzo del romano non torni a livelli accettabili.

*Andrea Prato
Cosenza 6 dicembre 1964

Ruolo: dirigente d’impresa agroalimentare
Posta elettronica: prato64icloud.com
Telefono: 360.1082677
Ufficio: 079.237489
Titolo di studio: laurea in legge con tesi
sperimentale in diritto internazionale
dell’ambiente.

I Numeri

Produzione litri di latte ovino sardo 2016

  • 280 milioni prodotti
  • 180 milioni è la quantità massima
    che può assorbire il pecorino
    romano a 8€
  • 180 milioni, la stessa quantità,
    con il pecorino a 5€
  • 10 milioni destinati agli altri
    formaggi DOP
  • 50 milioni destinati agli altri
    formaggi ovini sardi
  • 40 milioni l’esubero di latte

Produzione 2016 di pecorini in Sardegna

  • 240 mila quintali di romano è
    la quantità vendibile a 8 €
  • 240 mila quintali di romano, la
    stessa quantità, è vendibile a 5 €
  • 43% è l’incremento di produzione
    di romano nel 2016 
  • 100 mila quintali è l’esubero di
    pecorino romano
  • 20 mila quintali è la produzione
    di altri formaggi ovini DOP
    (sardo e fiore)
  • 100 mila quintali è la produzione
    di altri formaggi ovini sardi